Strombolicchio, la Sicilia della commozione. [leggi qui]

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La "spaventosa bellezza" del torrione roccioso eoliano in una pagina scritta nel 1949 dallo storico palermitano Gaetano Falzone.

Il blocco di terra siciliana più a Nord dell'Isola è l'isolotto basaltico di Strombolicchio, un miglio al largo da Stromboli.
Con la naturale bellezza dei luoghi, quest'irta roccia affiorante dal blu del Tirreno racconta una delle infinite Sicilie.
Di queste, Strombolicchio è l'Isola dalla natura ancora sovrana, in un paesaggio incorrotto, creato dalla furia vulcanica e dominato dalla forza del mare e del vento.
Dopo i suoi viaggi a vela alle Eolie, Jules Verne non a caso ambientò in quest'angolo terrestre l'epilogo del romanzo "Viaggio al centro della terra".
Più tardi, l'uomo avrebbe tentato di imporre la sua presenza sul torrione svettante di affilatissime guglie.
Si cominciò dapprima ad aggiungere gradini ai piedi dello scoglio, riprendendo un percorso vecchio di secoli; quindi, ripiano dopo ripiano, nel 1929 l'esplosivo dei genieri riuscì a spianare la vetta di Strombolicchio, accorciandone altezza dai 56 ai 43 metri.
Qui, le bombe salvarono un magnifico artificio della natura: una roccia con una testa d'animale variamente attribuita ad un cavallo o ad un ippocampo. La costruzione di un faro non impedì negli anni successivi ai primi gruppi di turisti delle Eolie - circa 500, nel 1952 - di affrontare al tramonto la scalinata verso la vetta.

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